Quando un bambino inizia a lamentare fastidio in fondo alla bocca, è naturale chiedersi se stia spuntando un nuovo dente. La domanda su a che età crescono i molari non ha una risposta identica per tutti, ma esistono intervalli abbastanza affidabili per orientarsi, distinguere i denti da latte da quelli permanenti e capire quando è meglio sentire il dentista.
Le età da ricordare per orientarsi subito
- Primi molari da latte tra circa 10 e 16 mesi.
- Secondi molari da latte generalmente tra 20 e 30 mesi.
- Primi molari permanenti intorno ai 6 anni, spesso tra 5 e 7.
- Secondi molari permanenti di solito tra 11 e 13 anni.
- Febbre alta, gonfiore marcato o pus non sono normali segnali della dentizione.

Quando spuntano i molari da latte e permanenti
Per prima cosa bisogna distinguere i molari decidui, cioè i denti da latte, dai molari permanenti. I primi molari da latte compaiono spesso tra i 10 e i 16 mesi, mentre i secondi arrivano in genere tra i 20 e i 30 mesi. Entro i 2 anni e mezzo o 3 anni, la maggior parte dei bambini ha completato la dentatura da latte.
I primi molari permanenti spuntano invece attorno ai 6 anni, con un intervallo normale che può andare dai 5 ai 7 anni. Sono chiamati anche “molari dei sei anni” e compaiono dietro gli ultimi denti da latte, senza far cadere nessun dente.
Tra gli 11 e i 13 anni arrivano normalmente i secondi molari permanenti. I denti del giudizio, cioè i terzi molari, appartengono a una fase successiva e possono comparire tra i 17 e i 25 anni, oppure rimanere inclusi o non svilupparsi affatto.
Secondo il Manuale MSD, i tempi di eruzione sono molto variabili. Il mese indicato va quindi letto come un riferimento, non come una scadenza: una differenza di alcuni mesi tra un bambino e l’altro non significa necessariamente che ci sia un problema.
Una tabella semplice per capire quale dente sta arrivando
Questa panoramica aiuta a collocare il momento della crescita senza perdersi nei dettagli. La mandibola e il mascellare non sempre seguono lo stesso ritmo, quindi può capitare che un dente spunti prima da un lato o nell’arcata inferiore.
| Tipo di molare | Età indicativa | Che cosa succede |
|---|---|---|
| Primo molare da latte | 10-16 mesi | Spunta nella prima dentizione e aiuta il bambino a masticare cibi più consistenti. |
| Secondo molare da latte | 20-30 mesi | Completa la parte posteriore della dentatura decidua. |
| Primo molare permanente | 5-7 anni | Nasce dietro i denti da latte e non sostituisce nessun elemento. |
| Secondo molare permanente | 11-13 anni | Si aggiunge posteriormente quando la dentatura permanente è quasi completa. |
| Terzo molare | 17-25 anni | È il dente del giudizio e può non avere spazio sufficiente per emergere. |
La differenza più importante riguarda il primo molare permanente. Molti genitori lo scambiano per un dente da latte perché compare mentre alcuni denti decidui sono ancora presenti. In realtà è già definitivo, perciò va pulito con attenzione fin dal primo giorno.
Perché i molari dei sei anni richiedono particolare attenzione
Il primo molare permanente ha una superficie ampia e spesso presenta solchi profondi. Questi solchi possono trattenere residui di cibo e placca, soprattutto quando il bambino non riesce ancora a spazzolare bene la zona più arretrata.
Il rischio di carie è maggiore anche perché il dente appena emerso non ha sempre completato la maturazione dello smalto. Io considero questa fase un vero punto di svolta: la prevenzione fatta tra i 6 e gli 8 anni può proteggere un dente destinato a rimanere per tutta la vita.
Il bambino dovrebbe lavare i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro adatto all’età. Fino a quando non possiede una buona manualità, è utile che un adulto ripassi la spazzolatura, soprattutto sui molari posteriori.
Il dentista può valutare la necessità di applicare una sigillatura dei solchi. Si tratta di una protezione sottile collocata nelle fossette del dente, non di una cura per una carie già presente. Ha senso quando la morfologia del molare e l’igiene quotidiana fanno pensare a un rischio elevato.
Quali sintomi sono normali e quali meritano un controllo
Durante l’eruzione il bambino può avere la gengiva arrossata o gonfia nella zona interessata, mordicchiare più spesso, sbavare e dormire peggio per qualche notte. Un certo fastidio locale è plausibile, ma dovrebbe rimanere limitato alla bocca e migliorare gradualmente.
La febbre vera non va attribuita automaticamente ai denti. Come ricorda il Manuale MSD, la dentizione non causa febbre; temperatura elevata, diarrea importante, vomito o marcata irritabilità possono dipendere da un’infezione che capita nello stesso periodo.
È opportuno contattare il pediatra o il dentista se compaiono:
- febbre persistente o alta;
- gonfiore che si estende alla guancia o al viso;
- pus, cattivo odore o sanguinamento evidente;
- dolore intenso che impedisce di mangiare o dormire;
- un molare che non compare mentre quello corrispondente è già spuntato da molto tempo;
- un dente che emerge in una posizione insolita o provoca difficoltà a chiudere la bocca.
Per alleviare un fastidio lieve si possono offrire cibi freschi e morbidi e usare un massaggiagengive sicuro. Farmaci, gel anestetici e dosaggi di paracetamolo o ibuprofene vanno invece scelti con il pediatra o il dentista, considerando peso e condizioni del bambino. Eviterei collane per la dentizione e prodotti non destinati espressamente all’uso pediatrico.
Come accompagnare l’eruzione senza commettere errori
Il primo errore è aspettare che il molare faccia male prima di controllarlo. I denti posteriori sono difficili da vedere e una carie iniziale può non dare sintomi, quindi le visite periodiche servono anche quando il bambino non si lamenta.
Il secondo è pensare che un dente da latte non abbia bisogno di cure perché cadrà. I molari decidui restano in bocca per anni e aiutano a mantenere lo spazio per i denti permanenti. Una carie trascurata può provocare dolore, infezione e perdita precoce del dente.
Io suggerisco una routine molto concreta:
- spazzolare i denti mattina e sera con la supervisione di un adulto;
- controllare la zona posteriore dopo la comparsa dei primi molari permanenti;
- limitare gli zuccheri frequenti tra i pasti, soprattutto bevande dolci e snack appiccicosi;
- prenotare controlli regolari secondo il rischio individuale indicato dal dentista;
- chiedere un parere se l’eruzione è molto asimmetrica, dolorosa o apparentemente bloccata.
Non serve confrontare ogni mese la bocca del bambino con quella dei coetanei. La regolarità della cura conta più della data precisa in cui spunta il dente, perché i tempi biologici possono cambiare anche all’interno della stessa famiglia.
Il dettaglio che protegge il sorriso negli anni successivi
Quando compare un molare permanente, il bambino spesso non percepisce la differenza tra un dente nuovo e uno da latte. Aiutarlo a riconoscere quella zona e a spazzolarla bene è più utile di insistere soltanto sulla durata del lavaggio.
In sintesi, i molari da latte arrivano soprattutto nei primi 30 mesi, i primi molari permanenti intorno ai 6 anni e i secondi tra gli 11 e i 13. Se l’età si discosta un po’ da questi intervalli ma non ci sono dolore, gonfiore o altri segnali insoliti, di solito non c’è motivo di allarmarsi. In presenza di sintomi importanti o di un’eruzione che sembra bloccata, una valutazione odontoiatrica chiarisce rapidamente la situazione.
